Fallimento: il curatore di una S.r.l. che sia dichiarata fallita è legittimato ad esercitare l'azione di responsabilità dei creditori sociali nei confronti degli amministratori

 
Con sentenza 26 agosto 2016 n. 17359 la Corte di Cassazione ha fato applicazione di un noto principio giurisprudenziale in base al quale, in tema di responsabilità degli amministratori di una società a responsabilità limitata, la riforma societaria di cui al d. lgs. n. 6/2003 che non prevede un esplicito riferimento alle norme in materia di società per azioni (rectius artt. 2392, 2393 e 2394 c.c.) non ha fatto venir meno la legittimazione del curatore di una S.r.l. ad esercitare la predetta azione ai sensi dell’art. 146 l. fall., a norma del quale lo stesso può esercitare qualsiasi azione di responsabilità nei confronti degli amministratori, degli organi di controllo, dei direttori generali e dei liquidatori della società.
Tale assunto conferma l’interpretazione secondo cui, anche nel testo originario, si riconosceva la legittimazione del curatore all’esercizio di azioni comunque esercitabili dai soci o dai creditori sociali nei confronti degli amministratori, indipendentemente dallo specifico riferimento alle norme previste in tema di società per azioni.
La ratio del principio sopra richiamato risiede nel fatto che la disciplina di cui all’art. 2394 c.c. costituisce solo uno dei riconoscimenti della cd. tutela aquiliana del credito sicché, anche in mancanza di un’espressa previsione normativa, la legittimazione del curatore fallimentare di una S.r.l. all’esercizio di un’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori trova comunque giustificazione nella norma generale di cui all’art. 2043 c.c.
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Dott.ssa Viviana Verruti
 
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