Annullabilità del contratto per vizi del consenso (della volontà) e termine di prescrizione

 
Il termine di prescrizione dell’azione di annullamento del contratto per errore ex art. 1442 cod. civ., esercitata degli eredi del contraente, decorre dalla scoperta da parte degli stessi del vizio inficiante la volontà del proprio dante causa, se l'errore si manifesta successivamente alla morte del "de cuius".
Quando la scoperta del vizio a cui la norma subordina l’inizio della decorrenza del termine prescrizionale avviene in epoca successiva alla morte del contraente, la riferibilità soggettiva dell’evento non appare più attribuibile alla parte ormai deceduta, bensì agli eredi i quali, subentrati nel complesso delle situazioni giuridiche attive e passive facenti capo al de cuius, appaiono essere gli unici legittimati a far valere anche l’azione di annullamento una volta che se ne siano manifestati i presupposti; diversamente risulterebbero violati i principi giuridici in materia successoria.
Ovviamente gli eredi dovranno provare che il comune dante causa era caduto in errore.
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Avv. Stefania Piacentini
 
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