Contratto di conto corrente e clausole vessatorie

 
La Corte di Cassazione con la recente sentenza 26 luglio 2016 n. 15408, ha riconosciuto che nell’ambito di un contratto di conto corrente, nel caso di predisposizione unilaterale di una clausola svantaggiosa per il cliente in base alla quale la Banca può sospendere il pagamento degli interessi al verificarsi di determinati eventi, il Giudice deve verificare la concreta capacità di tale clausola di alterare in modo significativo il sinallagma contrattuale in favore del predisponente.
Non basta, infatti, ad escludere tale capacità il riferimento ad una generica e astratta «alea implicita» da cui il contratto sarebbe caratterizzato.
Nel caso di specie la Corte d’Appello di Milano, con la sentenza del 16 agosto 2010, n. 2259, aveva negato che lo squilibrio tra le posizioni dei contraenti potesse essere riconducibile alla sola presenza della clausola «Mediobanca si riserva la facoltà, a suo giudizio e senza oneri a proprio carico, di cessare il pagamento degli interessi nel caso in cui rilevi … il verificarsi e/o la sussistenza di un Evento di Default della Russia in relazione al suo debito Estero», inserita nell’ambito del prestito obbligazionario nel contratto.
Se vuoi leggere il testo integrale dell’ordinanza, clicca qui.
Avv. Stefania Piacentini
 
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