Welfare aziendale: il premio di risultato può essere istituito con una mail?

 
Continua l’operazione di agevolazione e valorizzazione per le imprese che vogliono rivolgere benefici extra ai propri dipendenti attraverso facilitazioni e incentivi fiscali che permettono di ottimizzare le risorse economiche da destinare a questo tipo di iniziativa e introdotte dalla legge 28 dicembre 2015 n. 208 (cd legge di Stabilità 2016), la quale prevede la possibilità di attuare politiche di Welfare mediante la conversione in benefits dei premi di risultato se espressamente previsti in sede di contrattazione aziendale.
Secondo una nuova linea interpretativa e grazie all’intesa firmata lo scorso 14 luglio fra Confindustria, Cgil, Cisl e Uil la detassazione dei premi di risultato diventa accessibile anche per i datori di lavoro che non hanno possibilità di stipulare un accordo collettivo a livello aziendale.
Con tale documento infatti le parti sociali hanno definito un modello di accordo collettivo che potrà essere recepito dalle rispettive associazioni a livello territoriale.
In particolare, dopo la stipula a livello locale, i datori di lavoro potranno agevolmente accedere al beneficio fiscale con alcuni semplici passaggi che si riassumono in poche righe.
In primo luogo tali imprese dovranno inviare una comunicazione scritta, anche via mail, ai lavoratori per informarli dell’istituzione di un premio di risultato.
La comunicazione dovrà riportare gli obiettivi, il periodo di riferimento per la loro misurazione, la composizione del premio, la natura degli indicatori adottati e le modalità di pagamento.
Il modello di accordo territoriale precisa che, ai fini dell’applicazione del beneficio fiscale, gli obiettivi definiti dall’azienda dovranno essere tanto “misurabili” quanto “incrementali”.
Il primo elemento scaturisce direttamente dalla normativa sulla detassazione contenuta nella legge di Stabilità 2016 e nel decreto ministeriale del 25 marzo 2016, che riconosce la possibilità di detassare solo i premi di risultato pagati per compensare incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione.
In coerenza con questa impostazione normativa il modello di accordo territoriale subordina la possibilità di accedere all’agevolazione fiscale mediante l’adozione, da parte del datore di lavoro, di uno o più indicatori oggettivi da scegliere, anche in via alternativa, fra quelli previsti dal citato decreto ministeriale.
Non di minore importanza è il requisito per cui gli obiettivi dovranno avere anche carattere incrementale: il premio potrà essere detassato, solo se erogato a fronte di un effettivo incremento dei risultati riportati nell’anno di riferimento rispetto ai valori registrati negli anni precedenti.
Applicando questi criteri, il beneficio fiscale potrà riguardare, ad esempio, un premio collegato all’aumento del numero di pezzi prodotti da uno specifico reparto e subordinato al raggiungimento di un valore superiore rispetto a quello ottenuto nel periodo precedente.
In conclusione non si può negare che questa volta il Legislatore abbia voluto creare un quadro normativo davvero competitivo, tale da prospettare ragionevoli sviluppi di piani welfare all’interno delle aziende.
In un simile contesto normativo il welfare, oltre a diventare uno strumento di nuova politica retributiva, rappresenta una vera opportunità per le imprese di ripensare e sviluppare in chiave moderna un efficace metodo comunicativo rivolto sia alla popolazione aziendale sia agli attori esterni.
Dott.ssa Cristina Guelfi
 
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