Indebita segnalazione alla Centrale Rischi e ripetuta applicazione di tassi usurari: la Banca è tenuta a risarcire anche il danno non patrimoniale

 
Con la sentenza n. 833 del 9 marzo 2016 il Tribunale di Padova ha condannato la banca convenuta in giudizio al pagamento in via equitativa di una somma pari al doppio di quanto è stata chiamata a restituire al correntista per illegittima segnalazione alla centrale rischi ed applicazione di interessi usurari. A seguito di accertamento tecnico preventivo, con il quale il CTU ha rilevato il superamento del tasso soglia usurario sul conto corrente aziendale e personale dell’attore, è stato riconosciuto in favore di quest’ultimo un danno non patrimoniale, essendo altresì la società in credito e non in debito con l’Istituto bancario.
Il reiterato superamento del tasso soglia usurario per più trimestri e l’assenza di una posizione debitoria del correntista hanno indotto il Giudice a conformarsi alle risultanze della CTU, riconoscendo la sussistenza di un nesso causale “tra le difficoltà finanziarie incontrate nel proprio esercizio di impresa dalla società con le condotte tenute dalla convenuta che ha illegittimamente segnalato in centrale rischi la predetta”. Le eccezioni defatigatorie ed infondate della convenuta banca, così come la condotta illegittima e riprovevole della stessa, hanno non solo ulteriormente approfondito il danno economico dell’attore, ma ne hanno altresì “di fatto comportato la impossibilità economica di operare sul mercato visto che, come ogni impresa, per produrre reddito aveva la necessità di ricorrere al mercato del credito”.
Il pregiudizio arrecato alla parte diviene può pertanto diventare fonte di risarcimento laddove siano certi, da un lato, la lesione della libertà di espansione commerciale e produttiva e, dall’altro, il diritto di affermazione nel mercato delle imprese.
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Dott.ssa Marzia Supino
 
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