Nuovi spazi per il lavoro intermittente e rinvio alla Corte di Giustizia UE

 
Con ordinanza del 26 febbraio 2016 la Corte di cassazione ha rimesso alla Corte di Giustizia UE gli atti di un processo avente ad oggetto l’impugnativa di un licenziamento intimato ad un lavoratore assunto con contratto di lavoro intermittente a causa dell’avvenuto raggiungimento del 25° anno di età (secondo quanto previsto all’epoca dei fatti dall’art. 34, d. lgs. 276/2003). Il Supremo Giudice italiano dubita che la normativa allora vigente sia contraria al principio di non discriminazione per motivi di età previsto dalla direttiva 2000/78 nonché dalla Carta dei diritti fondamentali dell’UE (art. 21). Sebbene la possibilità di assumere con contratto di lavoro intermittente di soggetti con età inferiore ai 25 anni di età rispondesse all’obiettivo d’incentivare l’occupazione giovanile, sembra chiaro che un’eventuale pronuncia favorevole del giudice comunitario potrebbe aprire nuovi spazi all’utilizzo del lavoro intermittente a prescindere dai limiti di età, con riflessi positivi anche sulla disciplina attuale introdotta con il cd. Jobs Act (vds. art. 13, comma 2°, d. lgs. n. 81 del 2015)
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Avv. Giovanni Cinque
 
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