Mandato professionale dell'avvocato: la prova del conferimento

 
Cass. civ., sez. I, sent. n. 2319 del 05.02.2016
Con sentenza n. 2319 depositata in data 5 febbraio 2016, i giudici della Suprema Corte hanno confermato un orientamento giurisprudenziale in materia di conferimento di incarico professionale all’avvocato, alla stregua del quale esso non deve necessariamente essere provato con la forma scritta, ad substantiam ovvero ad probationem, potendo essere conferito in qualsiasi forma idonea a manifestare il consenso delle parti. Nel caso di specie si trattava di un’attività di consulenza, o comunque stragiudiziale, espletata dall’avvocato in favore del cliente, il cui mandato risultava solo da una corrispondenza avvenuta via email.
Sul punto la Cassazione precisa che il giudice, tenuto conto della qualità delle parti, della natura del contratto e di ogni altra circostanza, può ammettere l’interessato a provare, anche con testimoni, sia il contratto che il contenuto.
Tale pronuncia è espressione di un principio già consolidato che riconosce l’ammissibilità del conferimento dell’incarico professionale all’avvocato anche in forma verbale. In tal caso, la relativa prova deve risultare, quantomeno in via presuntiva, da idonei indizi plurimi, precisi e concordanti (Corte Cass. sent. n. 8850/2004).
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Dott.ssa Viviana Verruti
 
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