Disoccupazione ordinaria e nuova disoccupazione parziale.

 
Con la circolare n. 34 del 23 dicembre 2015 il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha fornito alcuni importanti chiarimenti sull’operatività della riforma in materia di servizi per il lavoro e politiche attive operata con il Jobs Act.
Ai sensi dell’art. 19 comma I del D. Lgs. n. 150/2015, oggetto della circolare, “sono considerati disoccupati i lavoratori privi di impiego che dichiarano, in forma telematica, al portale nazionale delle politiche del lavoro di cui all'articolo 13, la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa ed alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il centro per l'impiego”.  Mediante il riconoscimento di questo status è attribuito a tali soggetti il diritto alle indennità di disoccupazione e all’iscrizione nell’elenco del collocamento mirato.
Nella suddetta circolare il Ministero ha specificato che, con l’entrata in vigore della riforma, le prestazioni sociali conseguenti al riconoscimento dello status di disoccupato “si intendono riferite alla condizione di non occupazione”, rientrando in tale nozione non solo coloro che non svolgano alcun tipo di attività lavorativa, ma anche quei soggetti che “seppur già occupati, siano in cerca di altra occupazione”, ovvero coloro che svolgano “un’attività lavorativa da cui derivi un reddito annuo inferiore al reddito minimo escluso da imposizione”.
In tal modo il legislatore, riconoscendo lo stato di disoccupazione anche a quei soggetti che abbiano un reddito annuo da lavoro dipendente inferiore agli 8.000 euro o da lavoro autonomo inferiore ai 4.800 euro, “ha inteso tutelare il diritto ad una prestazione sociale a favore di coloro che svolgano attività lavorativa, in forma subordinata o autonoma, di scarsa intensità. Analogamente, pertanto, la condizione di non occupazione fa riferimento alle persone che non svolgono attività lavorativa, in forma subordinata, parasubordinata o autonoma ovvero a coloro che, pur svolgendo una tale attività, ne ricavino un reddito annuo inferiore al reddito minimo escluso da imposizione”.
Si tratta di un chiarimento da parte del Ministero che apre le porte ad uno status di cosiddetta “disoccupazione parziale”, con la possibilità, anche per i soggetti che possiedano i requisiti minimi di contribuzione e ai quali sia riconosciuta tale qualifica, di fruire dell’indennità.
Sebbene “l’ordinario stato di disoccupazione” di chi è totalmente privo di impiego (con l’immediata dichiarazione di disponibilità all’Inps e la sottoscrizione del patto di servizio) resti in ogni caso criterio di priorità per l’accesso ai servizi e alle misure di politica attiva, la circolare ministeriale si colloca nell’ottica della riqualificazione e del miglioramento del campo della ricerca di un’occupazione.
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Dott.ssa Marzia Supino
 
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