La disciplina dello Staff Leasing alla luce del Jobs Act: un esperimento di liberalizzazione controllata.

 
Il decreto legislativo n. 81/2015, noto come “codice dei contratti”, ha liberalizzato il rapporto di somministrazione a tempo indeterminato cd staff leasing superando la storica diffidenza che ha accompagnato questo strumento sin dalla sua introduzione risalente alla Legge Biagi.
Si tratta di una forma di somministrazione di personale che è priva di scadenza e pertanto cessa di avere efficacia solo quando una delle due parti (l’agenzia per il lavoro o l’impresa utilizzatrice) esercita il diritto di recesso.
Prima della riforma del Jobs Act lo staff leasing era utilizzabile solo per alcune attività elencate in via tassativa dalla legge o per quelle eventualmente individuate sulla base di appositi accordi collettivi anche di livello aziendale.
Questo vincolo era bilanciato dall’assenza di limiti quantitativi che non si applicavano ai rapporti di somministrazione a tempo indeterminato a meno che non vi fossero apposite norme collettive.
Il D. lgs n. 81/2015 ha rovesciato questa impostazione mediante un’operazione che potremmo definire di liberalizzazione controllata.
Con la riforma, in particolare, è stata rimossa la lista dei settori e delle fattispecie che consentivano il ricorso allo staff leasing.
La novità dovrebbe cancellare le tante incertezze applicative connesse al sistema preesistente senza ridurre in alcun modo i livelli di tutela dei lavoratori coinvolti.
La maggiore libertà negoziale è stata bilanciata dall’introduzione di un limite quantitativo prima inesistente.
Secondo l’articolo 31, comma 1, del D. lgs n. 81/2015 i lavoratori somministrati mediante staff leasing non possono eccedere il 20% dei lavoratori a tempo indeterminato in forza al 1 gennaio dell’anno di stipula del contratto presso l’utilizzatore.
Se, per ipotesi, un contratto viene stipulato nel marzo del 2016, l’utilizzatore deve conteggiare quanti dipendenti a tempo indeterminato aveva in forza il 1 gennaio 2016: il 20% di quell’organico costituisce il tetto massimo che non può essere superato.
Nel caso di attività iniziata in corso d’anno il limite percentuale si computa in base al numero dei lavoratori a tempo indeterminato occupati al momento delle stipula del contratto di somministrazione a tempo indeterminato.
I suddetti limiti quantitativi possono essere variati in aumento o in riduzione dai contratti collettivi di qualsiasi livello (nazionale o aziendale) stipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.
Un’altra novità del Jobs Act, anticipata dal contratto collettivo di settore, concerne la forma contrattuale che le agenzie per il lavoro che somministrano lavoratori mediante lo staff leasing sono tenute ad osservare: questi lavoratori devono essere assunti a tempo indeterminato, garantendo così, in presenza dei presupposti di legge, la fruizione dell’esonero contributivo stabilito nella Legge di Stabilità per l’anno 2016.
Se vuoi leggere il testo del D.Lgs. clicca qui.
Dott.ssa Cristina Guelfi
 
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