INTERESSI DI MORA E SOGLIE D’USURA.

 
Tribunale di Bari ordinanza del 19 ottobre 2015 Il Tribunale di Bari con ordinanza del 19 ottobre 2015 ha accolto la domanda di sospensione della procedura esecutiva nell’ambito di un giudizio di opposizione a precetto con cui una società mutuataria ha intimato al cliente il pagamento di una somma per le rate scadute del mutuo. Il Giudice dell’esecuzione ha ribadito in tal sede che ai fini della verifica circa l’usurarietà del tasso applicato al mutuo è necessario tener conto anche della commissione (o penale) per estinzione anticipata del credito (determinato nella misura dell’1,50 %) alla stregua di quanto previsto dall’art. 1, co. 5, l. n. 108/96 a tenore del quale “per la determinazione del tasso di interesse usurario si tiene conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate all’erogazione del credito”. Nel caso di specie il Giudice ha rilevato che alla data in cui è stato intimato il precetto l’opponente aveva pagato una somma superiore a quella dovuta per le rate scadute della sola sorte capitale, sicché il credito azionato in via esecutiva non è esigibile, atteso che la Banca opposta non poteva avvalersi della clausola risolutiva espressa non essendosi peraltro verificato alcun inadempimento dell’opposta al pagamento di quanto dovuto fino a quel momento per sorte capitale. Nella motivazione della predetta ordinanza il G.E. ha citato una nota sentenza della Suprema Corte che ha ribadito il seguente principio: “ai fini dell’applicazione dell’art. 644 del codice penale e dell’art. 1815, secondo comma, del codice civile, si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, quindi anche a titolo di interessi moratori” (Corte di Cass. sent. n. 350/2013). Ispirandosi a questa massima il Tribunale di Bari ha precisato che per calcolare gli interessi e le soglie d’usura nel contratto di mutuo deve tenersi conto: i) del tasso di interesse convenuto; ii) dei costi certi (spese di istruttoria, assicurazione dell’immobile o degli immobili concessi in garanzia); iii) dei costi eventuali (interessi moratori dovuti in caso di inadempimento nel pagamento delle rate di mutuo); iv) della commissione per estinzione anticipata. Per quanto attiene a quest’ultima commissione occorre rilevare che sebbene sia determinata in misura percentuale sul capitale residuo, ai fini dell’accertamento dell’usurarietà del mutuo il calcolo deve essere operato con riferimento al capitale concesso a mutuo avuto riguardo al momento in cui le condizioni contrattuali sono state pattuite. Nel caso di specie la necessità di cumulare gli interessi moratori con la commissione di estinzione anticipata appare ancora più evidente in ragione del fatto che tale commissione per contratto era dovuta anche in caso di risoluzione per inadempimento del mutuatario. Concludendo, qualora il tasso convenuto (dato dalla sommatoria del tasso convenzionale, di quello di mora delle spese di istruttoria e di assicurazione nonché dell’1,50 % per estinzione anticipata) sia superiore al tasso soglia determinato all’epoca della stipulazione del contratto, non può essere avviata un’azione esecutiva da parte della Banca per il recupero del credito posto che esso è privo del requisito dell’esigibilità.
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Dott.ssa Viviana Verruti
 
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