La disciplina delle nuove collaborazioni coordinate e continuative alla luce del D.lgs n 81/2015.

 

Il decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, ha abrogato il contratto a progetto, delineando i contorni di una nuova fattispecie contrattuale, definita «collaborazione organizzata dal committente» (è scomparso il termine «coordinata»), nei confronti della quale - ove le modalità di esecuzione siano per l’appunto organizzate dal committente «anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro» - troverà applicazione la disciplina del rapporto di lavoro subordinato.
L’effetto, della disciplina del lavoro subordinato, non si verifica in quattro casi elencati dalla stessa norma, tra i quali il più interessante è il primo.
Stabilisce l’articolo 2, comma 2, lettera a) - che la disciplina del lavoro subordinato non si estende alle «collaborazioni», anche se organizzate dal committente, «per le quali gli accordi collettivi nazionali stipulati da associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale prevedano discipline specifiche riguardanti il trattamento economico e normativo, in ragione delle particolari esigenze produttivo organizzativo».
Sebbene la predetta disposizione sia poco chiara e fonte di fraintendimenti, essa tuttavia consente alle Aziende di stipulare dei validi contratti di lavoro autonomo in ipotesi che prima risultavano precluse.
Si pensa in particolare alla possibilità di sottoscrivere contratti di durata, a tempo determinato o indeterminato, il cui oggetto non sia soltanto la realizzazione di un’opera, per esempio lo sviluppo di un software (come imponeva l'articolo 61 del Dlgs 276/2003, il «progetto»), ma anche un’attività manuale o intellettuale (cioè un servizio, per usare la terminologia adottata dall’articolo 2222, al pari degli articoli 1677 in tema di appalto o 1559 e 1570 in tema di somministrazione), che comporti la realizzazione di una prestazione continuativa (una consulenza, lo sviluppo della funzione commerciale), oppure periodica (la manutenzione ordinaria e straordinaria, l’assistenza tecnica).
L’importante è che tale prestazione non sia organizzata dal committente, nel senso che il prestatore di lavoro deve essere sempre libero di determinare il se ed il quando svolgere la propria prestazione, seppure in adempimento dell’obbligazione assunta.
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Dott.ssa Cristina Guelfi

 
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