DECRETO GIUSTIZIA PER LA CRESCITA: NUOVE MISURE IN MATERIA FALLIMENTARE.

 
Il decreto legge 27 giugno 2015 reca norme di modifica in materia fallimentare, oltre che processuale civile e di organizzazione e funzionamento dell’amministrazione giudiziaria. Secondo il comunicato del Governo le misure adottate “muovono da un principio comune: un’azienda con problemi rischia di trascinare con sé altre imprese (fornitori di beni e servizi e intermediari finanziari) continuando a contrarre obbligazioni che non potrà soddisfare. Affrontare tempestivamente i casi di crisi aziendale consente di limitare le perdite del tessuto economico, sia nella dimensione strettamente imprenditoriale sia sul piano finanziario, o di risanare l’azienda, con benefici sul piano occupazionale e più in generale tutelando il tessuto economico contiguo”.
Dieci le nuove disposizioni di legge in materia di procedure concorsuali. Di seguito le principali novità.
Accesso al credito nel corso di una crisi aziendale: il Tribunale può autorizzare finanziamenti interinali anche in caso di concordato in bianco e in via d’urgenza senza attestazione di un professionista, sentiti i creditori principali. In questo modo si dovrebbero accrescere i margini di esito positivo dei piani di risanamento delle imprese in crisi.
Apertura alla concorrenza nel concordato preventivo – offerte concorrenti: offerte per l’acquisto dei beni possono essere presentate, oltre che dal debitore, anche da terzi, purché migliorative e comparabili, evitando in questo modo la svalutazione abusiva del patrimonio aziendale.
Apertura alla concorrenza nel concordato preventivo – proposte concorrenti: il concordato preventivo può essere presentato anche dai creditori quando la proposta del debitore non prevede la soddisfazione di almeno il 25% dei crediti chirografari, purché si tratta di proposta migliorativa. In questo modo si favorirebbe l’immissione di nuovi capitali nell’impresa in crisi e la corretta valorizzazione del patrimonio del debitore.
Requisiti per la nomina a curatore: la figura del curatore fallimentare viene distinta da quella del commissario giudiziale (incompatibilità) e deve essere in grado di completare, a pena di revoca dell’incarico, gli adempimenti a lui affidati nei termini previsti.
Ristrutturazione dei debiti: l’accordo può essere concluso con il 75% dei creditori finanziari, se questi rappresentano almeno la metà dell’indebitamento, fermo l’integrale pagamento dei creditori non finanziari (per esempio altre imprese fornitrici di beni e servizi), evitando in questo modo che alcuni crediti finanziari possano bloccare l’esito della procedura a discapito di un pronto risanamento.
Se vuoi leggere il testo integrale del decreto legge 27 giugno 2015 n. 83, clicca qui.
Avv. Giovanni Cinque
 
Torna indietro