Il nuovo contratto di lavoro a tutele crescenti.

 
Chiariamo subito che non si tratta di un nuovo contratto di lavoro che si aggiunge alla già vigente e variegata tipologia di schemi contrattuali attualmente in uso nel mercato del lavoro. Il decreto legislativo 4 marzo 2015 n. 23 è piuttosto intervenuto sulla disciplina dei licenziamenti illegittimi ed ha dettato nuove norme di tutela valide solo ed esclusivamente per i contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato stipulati a partire dal 7 marzo 2015. Per tali contratti entra in vigore il regime delle tutele cd. crescenti in relazione all’anzianità di servizio, che consiste in breve nella valorizzazione dell’anzianità di servizio maturata dal lavoratore colpito da un licenziamento, la cui accertata illegittimità non determina più l’applicazione pressoché automatica della tutela reintegratoria bensì il riconoscimento di una tutela meramente economica o indennitaria liquidata in misura crescente rispetto all’anzianità lavorativa (pari, per le aziende con più di quindici dipendenti, a due mensilità per ogni anno di servizio sino ad un massimo di ventiquattro mensilità e, per le aziende con meno di quindici dipendenti, ad una mensilità per anno sino ad un massimo di sei). Al contempo la tutela reale dell’art. 18, St. lav., così come modificata in seguito alla Riforma Fornero, continua a trovare applicazione nei confronti del personale assunto sino alla data del 6 marzo 2015. In definitiva il legislatore ha previsto e voluto la “coabitazione” di due differenti regimi di tutela, quello a tutele crescenti a valere su tutti i nuovi contratti di lavoro e quello cd. “reale” destinato a trovare applicazione sino “ad esaurimento” nei confronti dei rapporti lavorativi preesistenti.
Se vuoi leggere il testo integrale del d.lgs. 4 marzo 2015 n. 23, clicca qui.
Avv. Giovanni Cinque
 
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