Spot FIAT 500 Cult Yacht: Pagani è l'Art Director dell'opera.

 
Il Tribunale di Torino riporta l'”Idea” al centro del diritto d'autore e riconosce al realizzatore dello script il diritto ad essere identificato come coautore dello spot pubblicitario.
Con la sentenza del 8 aprile 2015, emessa in sede di reclamo il Tribunale di Torino, Sezione delle Imprese, ha sancito che, con riferimento agli spot pubblicitari, oggetto di tutela del diritto morale d'autore è anche l’idea creativa dello spot in quanto costituisce “la sintesi destinata a essere sviluppata nella fase di realizzazione del filmato”.
I fatti alla base della pronuncia coinvolgono il famoso spot pubblicitario “Fiat 500 Cult Yacht” vincitore lo scorso anno dell’oro agli Adci Award e del bronzo al Festival di Cannes.
In particolare, l'ideatore dello script, Riccardo Pagani, con ricorso cautelare ex art. 700 c.p.c., aveva lamentato il mancato riconoscimento del suo diritto morale d'autore da parte della Leo Burnett Company S.r.l. e l'identificazione di Giuseppe Campisi e di Julie Carpinelli quali unici autori dell'opera creativa.
Nella prima fase del giudizio, il Tribunale di Torino aveva negato tutela al ricorrente sostenendo che il diritto d’autore presuppone l’esistenza di un’opera dell’ingegno compiuta, cioè di un’unità organica volta al raggiungimento di uno specifico risultato creativo mentre “sfuggono alla tutela in questione materiali che non costituiscono siffatta unità organica, cioè quelli che hanno bisogno di aggiustamenti e trattamenti specifici per la pubblicazione” (Cass., 1999, n. 5301). In altre parole, il diritto d’autore non protegge le idee in sé ma protegge invece le opere nelle quali le idee trovano una concreta espressione creativa. Se quindi il diritto d’autore tutela l’opera e non già l’idea ancorché questa ne costituisca l’ispirazione generica, si deve escludere che, nel caso di specie, sussista il fumus boni juris dell’azione cautelare intrapresa dal ricorrente e cioè il suo diritto di essere riconosciuto autore o coautore dello spot “Fiat 500 cult yacht”.
Di diverso avviso è invece il Collegio, il quale investito del gravame, sovvertendo il verdetto di primo grado, ha evidenziato come il filmato pubblicitario possa essere considerato opera protetta sotto molteplici profili; esso è infatti un insieme di elementi visivi e sonori atti a veicolare un messaggio chiave.
Un momento di fondamentale importanza nella creazione dell'opera consiste dunque nella sua progettazione, cioè nell'individuazione degli obiettivi che la pubblicità intende perseguire e le sue modalità realizzative. Tale fase è creativa tanto quanto quella della sua concreta realizzazione e pertanto entrambe meritano protezione.
Per il Collegio ciò che nel caso concreto occorre indagare non è se lo script sia tutelabile in via autonoma, quanto se il reclamante abbia o meno diritto ad essere riconosciuto autore morale dello spot e dunque dell'opera creativa finale. Al riguardo i giudici osservano che gli elementi forniti da Pagani paiono tutti caratterizzanti il filmato: ambientazione, tono della voce, battute, l'idea della Fiat 500 come status symbol. L'insieme di essi costituisce un contributo necessario e determinante alla realizzazione dello spot.
Queste le ragioni che hanno persuaso il Tribunale di Torino a ritenere presente il fumus fondante il ricorso cautelare.
Per quanto concerne il periculum, per la corte sabauda, essendo la reputazione professionale di un creativo il risultato di riconoscimenti ottenuti dai suoi lavori, “l’impossibilità di spendere “ora e subito” questo patrimonio, (…) nei confronti di tutti coloro presso i quali il Pagani intenda accreditarsi, arreca un pregiudizio che non potrà essere ristorato adeguatamente in futuro: anzitutto perché lo spot (…) è “fresco” di pubblicazione e di premi; non altrettanto lo sarà all’esito del giudizio di merito, quando il suo ricordo (e quello dei suoi autori) non sarà più così presente nella memoria degli operatori del settore”.
In ragione dell'accoglimento del reclamo la Leo Burnett Company S.r.l. è stata condannata a rettificare ogni precedente comunicazione nella quale Pagani non era stato identificato come Art Director e ad informare ufficialmente la committente Fiat S.p.A., la Segreteria del Festival di Cannes, l'Art Director Club, sia italiano, sia europeo nonché gli Epica Awards.
Per il risarcimento dei danni occorrerà attendere il successivo giudizio di merito, la cui strada pare sin d'ora sostanzialmente in discesa.
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Avv. Elena Garda
 
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