Ricerca telematica dei beni del debitore ai fini dell’esecuzione.

 
Il decreto in commento, emanato dal Tribunale di Novara in data 21.01.2015, rappresenta una delle prime pronunce di merito relative all’art. 492 bis c.p.c.
La norma, introdotta con DL 132/2014, convertito con modifiche dalla L. 162/2014, tratta delle modalità di ricerca -in via telematica- dei beni da pignorare, ciò al fine di agevolare il creditore procedente che abbia diritto a promuovere l’esecuzione forzata in danno del debitore. Il legislatore ha previsto che un’apposita istanza venga indirizzata al Presidente del Tribunale del luogo di residenza del debitore; una volta ottenuto l’accoglimento, l’Ufficiale Giudiziario accede gratuitamente alle banche dati delle p.a., dell’anagrafe tributaria, del p.r.a. e degli enti previdenziali, per individuare cose e crediti da sottoporre all’esecuzione.
In relazione alla suddetta ed innovativa procedura, occorre tuttavia considerare che l’art. art. 155 quater disp. att. c.p.c., sempre introdotto dalla citata novella, dispone che con decreto del Ministero della Giustizia, di concerto con il Ministero dell’Interno e con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, sentito il Garante per la privacy, vengano individuati i limiti e le concrete modalità di accesso alle banche dati telematiche.
Premessi brevi cenni normativi, il Tribunale di Novara ha evidenziato che la novella si applica a far data dall’11 dicembre 2014 e, in ogni caso, in seguito all’emanazione del decreto ministeriale di attuazione.
Per quanto attiene l’accesso diretto del creditore alle banche dati tramite i gestori, dunque evitando la collaborazione dell’U.G., l’art. 155 quinquies disp. att. c.p.c. dispone che, soltanto laddove le strutture tecnologiche non consentano l’accesso diretto alle banche dati da parte dell’U.G., il creditore possa avvalersi delle informazioni utili al pignoramento, ottenendole dai gestori delle stesse, previa autorizzazione in tal senso da parte del Presidente del Tribunale del luogo di residenza del debitore.
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Avv. Francesca Samele
 
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