Il nuovo contratto di “Rent to Buy”: godimento in funzione della successiva alienazione.

 
Il “Rent to Buy” (RTB) è una nuova tipologia contrattuale introdotta dall’articolo 23 del “Decreto Sblocca Italia” sulle cui peculiarità si è espresso, recentemente e per la prima volta, il Tribunale di Verona con sentenza del 12 dicembre 2014. La Corte scaligera ha riconosciuto al RTB piena autonomia rispetto al contratto di locazione, disponendo la non applicabilità al nuovo istituto della disciplina locatizia e riconoscendo alle parti piena libertà nella regolamentazione contrattuale.
Sulla base della disciplina introdotta dal D. L. 12 settembre 2014 n. 133 (Decreto Sblocca Italia), il contratto di RTB può essere definito come l’accordo in forza del quale una parte, detta “concedente”, si obbliga a far godere ad un’altra parte, detta “conduttore”, dietro pagamento di un corrispettivo, un immobile, riconoscendo ad essa altresì il diritto, da esercitarsi entro un termine espressamente individuato, di acquistare la proprietà del bene a fronte del pagamento di un prezzo, anch’esso predeterminato. I canoni di locazione corrisposti fino al momento del perfezionamento della compravendita devono essere imputati, in tutto o in parte, al prezzo dell’immobile.
Assommando sia elementi tipici della locazione, sia della compravendita, dubbi possono sorgere sul tipo di disciplina applicabile alla nuova fattispecie. Sul punto è intervenuto il Tribunale di Verona, il quale ha chiarito che il RTB non è soggetto all’applicazione delle norme in materia di locazione, riconoscendo, pertanto, implicitamente la prevalenza della funzione di trasferimento della proprietà su quella di godimento del bene. Ne consegue che le parti nel concludere contratti di RTB saranno libere di determinare il contenuto dell’accordo, senza dover rispettare le numerose disposizioni inderogabili in materia locatizia, prima fra tutte la durata minima di sei anni.
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Avv. Elena Garda
 
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