La mora molto elevata porta all’usura.

 
Per stabilire se un tasso è usurario basta che quello di mora sia «sensibilmente superiore» alla soglia fissata dalla Banca d’Italia, posto che il calcolo preciso per stabilire se si è in presenza di un tasso usurario sarebbe molto complesso.
È la conclusione a cui è giunto il Tribunale di Udine con la sentenza del 19 febbraio 2015 nel dichiarare usurarie le condizioni di un contratto di leasing.
La vicenda riguarda un contratto per oltre 50mila euro, stipulato nel 2004 al 4,263% con interessi di mora del 12,12%. La somma dei due tassi supera la soglia di usura (8,4%, all’epoca), pari al Tegm (Tasso effettivo globale medio) aumentato del 50%.
Il giudice preso atto sia della giurisprudenza prevalente secondo cui il tasso di mora concorre nel calcolo anche se il Tegm non ne tiene conto, sia delle varie difficoltà di metodo e calcolo, ha considerato la ratio della legge 108/96 volta a determinare il tasso effettivo globale annuo concretamente applicato, tenendo conto degli studi di matematica finanziaria che lo determinano nel modo più alto per le rate già scadute.
Nel caso di specie il tasso di mora era parecchio superiore rispetto a quello soglia tanto che se il cliente avesse saltato tutte le rate e pagato le more maturate, il costo effettivo del contratto avrebbe certamente superato il limite.
Avv. Stefania Piacentini
 
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