Contratto di leasing e tasso usurario.

 
Con una recente sentenza del 14 novembre u.s il Tribunale di Roma si è pronunciato sull’accertamento dell’usurarietà del tasso di mora nei contratti di leasing riconoscendo che la cd clausola contrattuale di salvaguardia per la determinazione del tasso di mora, prevedendo espressamente che “laddove questo risultasse superiore al tasso soglia ... al suddetto titolo sarà applicato quest’ultimo tasso”, determina contrattualmente l’incidenza degli interessi moratori entro l’applicazione del tasso soglia.
Il Tribunale ha altresì spiegato che la determinazione del tasso di mora eccepito usurario, pattuito in 8 punti oltre l’Euribor vigente alle singole inadempienze, resta ipotetica e perciò irrilevante in mancanza di inadempimenti contrattuali, non potendosi applicare in concreto il pertinente indice Euribor che deve fungere da base di calcolo per la maggiorazione di 8 punti.
Sotto altro profilo la sentenza in esame ha ritenuto inammissibile una consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite in materia di usura quando la parte resistente contesta in radice l’usurarietà del finanziamento, così come ogni eventuale obbligo restitutorio. Fuori da siffatta stretta interpretazione della proponibilità del rimedio, l’art. 696-bis c.p.c. finirebbe per accreditare risultati di indagini peritali privi di completezza e di adeguato scrutinio di ammissibilità che, nell’ordinario giudizio, segue generalmente alla dimostrazione dell’obbligo restitutorio desunta dalla complessità del rapporto sub iudice.
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Avv. Stefania Piacentini
 
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