Negoziazione assistita e diritti dei prestatori di lavoro: un’occasione mancata.

 
Diversamente da quanto previsto all’art. 7 del decreto legge 12 settembre 2014 n. 132, che estendeva ai diritti disponibili in materia lavoristica l’istituto della negoziazione assistita, la relativa legge di conversione (10 novembre 2014 n. 162) ne ha sancito l’esclusione, confermando integralmente l’attuale impianto dell’art. 2113 del codice civile. Dal punto di vista dell’operatore giuridico sembra invece potersi affermare, sulla base della mera osservazione dei dati esperienziali, che l’utilizzo di questo strumento – in pratica una negoziazione tra avvocati che si conclude, in caso di esito positivo, con un accordo avente valore di titolo esecutivo valido anche ai fini dell’iscrizione ipotecaria – avrebbe probabilmente ufficializzato e reso ancor più utile ed efficace una prassi assai diffusa nel mondo delle controversie lavorative, laddove la prima alternativa alla risoluzione di una disputa in sede giudiziaria è quasi sempre costituita dal confronto dialettico tra avvocati giuslavoristi, i quali trovano comunemente di maggiore utilità la soluzione delle controversie tra loro anziché in ambito processuale.
Se vuoi leggere il testo integrale del decreto legge convertito, clicca qui.
Avv. Giovanni Cinque
 
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