Non vi è diritto di abitazione per il coniuge separato se non è indicata la residenza familiare.

 
Interessante sentenza della Cassazione che con la pronuncia n. 22456 del 22 ottobre 2014 in materia di successioni ha stabilito una deroga all’art. 548 c.c. (riserva a favore del coniuge separato).
Sebbene il coniuge separato abbia gli stessi diritti del coniuge non separato e quindi anche il diritto di abitazione, nel caso in cui vi sia l’impossibilità di individuare la “casa adibita a residenza familiare” cade il presupposto oggettivo del diritto: “l’applicabilità della norma in esame è condizionata all’effettiva esistenza, al momento dell’apertura della successione, di una casa adibita ad abitazione familiare, evenienza che non ricorre allorchè, a seguito della separazione personale, sia cessato lo stato di convivenza tra i coniugi”.
Sulla base di tali considerazioni la Suprema Corte pronunciandosi su una vicenda riguardante la domanda della figlia della de cuius finalizzata ad ottenere la condanna del padre (legittimario pretermesso) al pagamento di un’indennità per il mancato godimento da parte della stessa dell’appartamento del quale era usufruttuaria per la quota di metà per successione testamentaria, ha accolto le richieste dell'attrice.
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Dott.ssa Stefania Vitiello
 
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