DALLA GARA NON E’ CAUSA DI ESCLUSIONE UNA DICHIARAZIONE INCOMPLETA, MA E’ NECESSARIA UNA CARENZA SOSTANZIALE DEL REQUISITO DI MORALITA’.

 
L’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, con sentenza n. 16 del 30 luglio 2014, è ritornata sulla problematica degli obblighi dichiarativi nell’ambito della partecipazione ad una gara pubblica, affermando, in un’ottica sostanziale, la sufficienza di una dichiarazione ex art. 38 anche nell’ipotesi in cui la stessa non indichi analiticamente tutte le ipotesi normativamente previste.
I giudici hanno affermato che “la dichiarazione sostitutiva, relativa all’assenza delle condizioni preclusive previste dall’art. 38 d.lgs. n. 163 del 2006, può essere legittimamente riferita in via generale ai requisiti previsti dalla norma e non deve necessariamente indicare in modo puntuale le singole situazioni ostative previste dal legislatore. Una dichiarazione sostituiva siffatta è completa e non necessita di integrazioni o regolarizzazioni mediante l’uso dei poteri di soccorso istruttorio”, ed inoltre che “la dichiarazione sostituiva relativa all’insussistenza delle condizioni ostative previste dall’art. 38 d.lgs. n.163 del 2006 non deve contenere la menzione nominativa di tutti i soggetti muniti di poteri rappresentativi dell’impresa, quando questi ultimi possano essere agevolmente identificati mediante l’accesso a banche dati ufficiali o a registri pubblici. Una dichiarazione sostituiva siffatta è completa e non necessita di integrazioni o regolarizzazioni mediante l’uso dei poteri di soccorso istruttorio”.
La pronuncia è espressione dell’orientamento giurisprudenziale ormai prevalente – anche alla luce della recente riforma degli artt. 38 e 46 del codice – tendente a non attribuire rilevanza ad omissioni formali negli obblighi dichiarativi, ma a “guardare” sempre più all’effettiva sussistenza dei requisiti soggettivi in capo alle partecipanti: solo l’assenza del requisito – e non la semplice incompletezza o irregolarità della dichiarazione sostitutiva resa dal concorrente – potrà quindi condurre all’esclusione dalla procedura.
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Avv. Alberto Salmaso
 
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