Effettività del giustificato motivo oggettivo e legittimità del recesso per soppressione del posto di lavoro.

 
La Corte di cassazione conferma ancora una volta l’importanza del requisito di effettività che deve sottendere al giustificato motivo oggettivo di licenziamento. Nella sentenza n. 17374 del 30 luglio 2014, i giudici di legittimità hanno nuovamente posto in rilievo come la mera sussistenza di una genuina attività di riorganizzazione aziendale non sia di per sé causa di licenziamento legittimo, ove il datore di lavoro non dimostri che tra la suddetta attività ed il posto di lavoro soppresso vi sia un nesso di causalità stringente. In altre parole, ai fini della validità del recesso, occorre che l’azienda dia prova non soltanto della effettiva riorganizzazione posta in essere, ma anche della reale soppressione dei compiti svolti dal lavoratore licenziato. Diversamente, nel caso in cui le mansioni svolte da quest’ultimo siano state non soppresse ma diversamente ripartite, allora il recesso non sarebbe valido.
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Avv. Giovanni Cinque
 
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