Responsabilità professionale del sanitario: le regole per il corretto riparto dell'onere probatorio.

 
Corte di Cassazione, sentenza del 14 maggio 2014.
Nel regime di responsabilità professionale del sanitario ed ai fini del riparto dell'onere probatorio, l'attore, paziente danneggiato, deve limitarsi a provare l'esistenza del contratto (o il contatto sociale) e l'insorgenza o l'aggravamento della patologia ed allegare l'inadempimento del sanitario debitore, astrattamente idoneo a provocare il danno lamentato, rimanendo a carico del debitore medesimo dimostrare o che tale inadempimento non vi è stato, ovvero, che, pur esistendo, esso non è stato eziologicamente rilevante.
In tema di responsabilità contrattuale del medico nei confronti del paziente per danni derivanti dall'esercizio di attività di carattere sanitario, il paziente ha il solo onere di dedurre qualificate inadempienze, in tesi idonee a porsi come causa o concausa del danno, restando poi a carico del debitore convenuto l'onere di dimostrare o che nessun rimprovero di scarsa diligenza o di imperizia possa essergli mosso, o che, pur essendovi stato un suo inesatto adempimento, questo non abbia avuto alcuna incidenza causale sulla produzione del danno.
Il principio, già enunciato dal giudice di legittimità, è stato ribadito nella pronuncia in oggetto.
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Avv. Vincenzo Pallotta
 
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