NO ALL’EQUO PREMIO PER L’INVENZIONE SE IL CONTRATTO DI LAVORO PREVEDE GIA’ UNA CONGRUA GRATIFICAZIONE.

 
Cassazione Civile, sentenza n. 14371 del 25 giugno 2014
Il dirigente che percepisce un elevato trattamento economico quale compenso per l’obbligo di ricerca di un “quid novi” assunto contrattualmente, non ha diritto a ricevere anche l’equo premio previsto dall’art. 23 co. 2 R.D. n. 1127/1939.
Lo ha stabilito la Suprema Corte nella sentenza n. 14371 del 25 giugno 2014, con la quale è stato respinto il ricorso proposto da un dirigente che rivendicava il pagamento dell’equo premio per le otto invenzioni realizzate nel corso del rapporto di lavoro.
Nel caso in esame il dirigente, che svolgeva un’attività di progettazione volta alla ricerca di soluzioni tecniche di tipo inventivo, aveva pattuito con il datore di lavoro una retribuzione annua di Lire 155.000.000 oltre ad un superminimo che quasi ne raddoppiava il valore.
I giudici di legittimità, dopo aver accertato che l’attività inventiva costituiva l’oggetto del contratto e che il lavoratore percepiva una retribuzione compensativa per le eventuali invenzioni, ha rigettato le domande del dirigente, condannandolo al pagamento delle spese di giudizio.
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Dott. Fabio Fontana
 
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