L'adulterio non è sempre causa di addebito della separazione.

 
Con la sentenza n. 16270 emessa il 27 giugno 2013 la Suprema Corte ha stabilito che l'addebito della separazione non può sempre essere attribuito al coniuge che tradisce, potendo l'adulterio costituire un fattore non determinante nella crisi coniugale.
I giudici di legittimità hanno ritenuto che la volontà del marito di mantenere il vincolo coniugale intatto (dichiarazione emersa nel corse del procedimento in primo grado), nonostante la relazione extraconiugale della moglie, costituisce motivo sufficiente per non ritenere alla stessa addebitabile la separazione. Secondo quanto affermato nel provvedimento in commento, al fine di determinare l'addebito di un coniuge, è necessario analizzare il rapporto di causa-effetto che intercorre tra l'adulterio e la volontà di avviare le pratiche legali. In altre parole i giudici devono orientare la loro indagine nel comprendere l'incidenza dell'infedeltà del coniuge rispetto alla scelta di procedere alla "fine" dei percorso matrimoniale.
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Dott.ssa Stefania Vitiello
 
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