Lavoro subordinato: procedure selettive e danno da perdita di chances.

 
Con la sentenza n. 10429 del 14 maggio u.s. la Corte di Cassazione è intervenuta sugli aspetti risarcitori connessi alla rivendicazione in sede giudiziaria del danno da cd. perdita di chances da parte di un dipendente prossimo alla pensione che non aveva superato una selezione interna bandita per la copertura di un posto corrispondente a qualifica e retribuzione superiori. Le doglianze del lavoratore si basavano da un lato sulla violazione da parte del datore di lavoro dei principi di correttezza e buona fede nell’ambito delle operazioni di scrutinio delle posizioni individuali in concorso e dall’altro sul suo preteso diritto alla promozione. Secondo i giudici della Suprema Corte le istanze risarcitorie del dipendente non meritivano di essere accolte perché non era stata fornita prova adeguata del buon diritto alla promozione e della conseguente perdita di chanches per fatto imputabile all’azienda. Ancora una volta, dunque, l’accento cade sulla stretta e inevitabile dipendenza che sussiste tra il riconoscimento dei diritto al risarcimento dei danni di natura non patrimoniale (come nel caso) e la rigorosa dimostrazione probatoria del danno rivendicato e della sua causale riconducibilità ad una condotta illegittima della parte datoriale.
Avv. Giovanni Cinque
 
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