TAR Toscana e permesso di costruire: legittimo subordinare la restituzione degli oneri concessori alla rimessione in pristino dell’area

 
Il TAR per la Toscana, con sentenza n. 288 dell’11 febbraio 2014, ha ritenuto legittimo il provvedimento con cui un Comune ha subordinato la restituzione degli oneri versati per il ritiro del permesso di costruire, successivamente rinunciato e non più eseguito, alla previa rimessione in pristino dell’area interessata dall’intervento.
La ditta richiedente avrebbe dovuto realizzare un albergo e, pur non avendo iniziato a costruire le opere edilizie, aveva comunque eseguito imponenti opere di sbancamento e movimento terra.
I giudici hanno in primis ricordato che il contributo per il rilascio del permesso di costruire disciplinato dall’art. 16 del DPR n. 380 del 2001 costituisce un "corrispettivo di diritto pubblico" che rappresenta una "forma di partecipazione alle spese pubbliche con caratteri atipici, ma sempre collegata all’attività di trasformazione del territorio”, e che pertanto, in generale, in caso di mancata esecuzione dell’intervento assentito sussiste in capo al richiedente il diritto alla relativa restituzione.
Tuttavia, nel caso in esame, il TAR ha ritenuto corretta e legittima la pretesa dell’Amministrazione Comunale alla eliminazione delle trasformazioni territoriali realizzate e non più sorrette dal permesso di costruire, quale presupposto per ottenere la restituzione delle somme, rilevando che “ si tratta di effetti giuridici che conseguono congiuntamente dalla perdita di efficacia del permesso di costruire: da un lato il diritto alla ripetizione degli oneri concessori correlati ad opere che non si edificheranno più, dall’altro l’obbligo di ripristino della situazione di fatto anteriore rispetto all’avvio delle opere attuative del titolo edilizio”.
Pertanto, solo l’azzeramento della trasformazione territoriale effettuata in previsione dell’edificazione, con ripristino dello status quo antea, giustifica la restituzione degli oneri al privato, assicurando l’effettivo “pareggio” tra l’interesse del privato che rinunci al permesso di costruire e quello della collettività all’integrità del territorio: ne deriva un apprezzabile “bilanciamento” delle contrapposte posizioni nell’ambito della vicenda.
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Avv. Alberto Salmaso
 
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