Licenziamenti collettivi: i vizi della procedura inficiano la validità dei singoli licenziamenti.

 
Con la sentenza n. 25394 del 12 novembre 2013 la Suprema Corte ha confermato l’illegittimità di un recesso intimato dall’azienda nell’ambito di una procedura di licenziamento collettivo, sulla base delle carenze riscontrate nella comunicazione di avvio della suddetta procedura (il cui contenuto è analiticamente disciplinato dall’art. 4 comma 3° della legge 223 del 1991). Il dato processuale decisivo è stato ravvisato nella sostanziale discordanza tra la causale indicata nella comunicazione e quella effettiva. A giudizio della Suprema Corte un simile scollamento ha impedito alla parte sindacale di partecipare in maniera informata al confronto negoziale con un conseguente svilimento del ruolo ad essa attribuito dalla legge. Tale vizio procedurale ha poi finito per compromettere la validità sia della procedura che dei singoli licenziamenti con gli esiti giudiziari oggetto del presente commento.
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Avv. Giovanni Cinque
 
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