IMPUGNAZIONE DEL DURC: LA GIURISDIZIONE SPETTA AL GIUDICE AMMINISTRATIVO.

 
Con la sentenza del 7 novembre 2013 n. 2258, il TAR Puglia – Lecce, sez. I, ha stabilito che nelle controversie aventi ad oggetto l’impugnazione del DURC sussista la giurisdizione amministrativa in senso contrario ad alcune pronunce che viceversa riconoscono la giurisdizione del giudice civile trattandosi di fattispecie nelle quali si controverte in materia contributiva.
Con la pronuncia in commento il giudice salentino ha invece offerto una differente chiave di lettura aderendo all’orientamento già precedentemente espresso dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione (sentenza 9 febbraio 2011 n. 3169) e dal Consiglio di Stato (sez. V, sentenza 11 maggio 2009 n. 2874), alla luce del quale nelle ipotesi in cui il Durc regolare sia prescritto quale requisito di ammissione ad una gara pubblica la vicenda - che involge un procedimento amministrativo e specificamente una procedura ad evidenza pubblica - non può che essere attratta nella sfera di giurisdizione del giudice amministrativo.
Passando al merito definito dalla decisione in rassegna, appare interessante segnalare che ai fini della verifica della regolarità contributiva rileva non quanto risulta al momento dell’autodichiarazione bensì quanto si attesta al momento dell’emissione del relativo certificato. Come in particoare evidenziato dal Collegio giudicante “L'art. 1, lettera f), del DPR 28 dicembre 2000, n. 445 definisce il certificato come "il documento rilasciato da una amministrazione pubblica avente funzione di ricognizione, riproduzione o partecipazione a terzi di stati, qualità personali e fatti contenuti in albi, elenchi o registri pubblici o comunque accertati da soggetti titolari di funzioni pubbliche", ed è quindi indubitabile che ogni ricognizione di fatti o accertamento debba coincidere con la data del certificato, a cui non potrebbe riconnettersi alcuna fede, qualora le circostanze rilevanti ed attuali potessero essere obliterate”.
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Avv. Annacatia Zammarano
 
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