Concordato con continuità aziendale, prosecuzione dell'attività e cautele per il mancato raggiungimento degli obiettivi. Tribunale di Monza, sentenza del 2 ottobre 2013.

 
La disciplina di favore voluta dal legislatore per il concordato preventivo volto a salvaguardare la continuità dell'impresa presuppone che la prosecuzione dell'attività sia funzionale al miglior soddisfacimento dei creditori. In altre parole il salvataggio del valore impresa non solo non deve andare a scapito delle ragioni dei creditori, ma deve addirittura proporsi quale soluzione migliore possibile rispetto alle altre alternative percorribili.
Ne discende che ai fini della redazione del piano la best practice prevede un arco temporale ragionevole e necessario al raggiungimento dell'equilibrio economico dell’impresa nonché soluzioni coerenti con le effettive capacità di previsione. Risulta infatti inidonea ad assolvere alla sua funzione l'attestazione del professionista non accompagnata da stime previsionali e priva di cautele contro possibili effetti negativi dovuti al mancato raggiungimento delle soglie preventivate.
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Avv. Stefania Piacentini
 
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