APPALTI PUBBLICI: DIFFERENZE TRA SOLUZIONI MIGLIORATIVE E VARIANTI.

 
Il Consiglio di Stato, sez. V, con la sentenza 24 ottobre 2013 n. 5160, ha posto a confronto le cc.dd. soluzioni migliorative con le varianti progettuali ed ha evidenziato le differenze sostanziali tra le due categorie.
L’importanza del distinguo si coglie nelle procedure ad evidenza pubblica indette col metodo dell’offerta economicamente più vantaggiosa ossia in quei confronto competitivi volti ad individuare la miglio offerta che, pur nel rispetto del progetto posto a base di gara, presenti apprezzabili soluzioni migliorative sul piano tecnico (cfr. Consiglio di Stato, sez. V, 11 luglio 2008, n. 3481; 12 febbraio 2010, n. 743; 13 gennaio 2011, n. 171).
Le migliorie, in parola, permettono al concorrente di proporre, nei margini consentiti dal progetto posto a base di gara, soluzioni tecniche funzionali al miglioramento delle caratteristiche progettuali che, già individuate e definite dalla Stazione appaltante, restano immodificabili.
Si tratta in altri termini, come già in precedenza precisato dalla medesima sezione del Consiglio di Stato, di “variazioni migliorative rese possibili dal possesso di peculiari conoscenze tecnologiche, direttamente riferibili alle singole forniture e le lavorazioni in cui si sostanzia l’opera, in virtù delle quali quest’ultima può risultare meglio rispondente al quadro delle esigenze funzionali poste a base della progettazione ed ai relativi aspetti qualitativi, come predeterminati nel progetto preliminare ai sensi dell’art. 17 d.p.r. n. 207/2010.” (cfr. Consiglio di Stato, sez. V, 29 marzo 2011 n. 1925).
Diversamente le varianti progettuali sono modifiche importanti del progetto posto a base di gara che, operando sul piano progettuale, strutturale e funzionale, necessitano ai fini della loro ammissibilità di una puntuale prescrizione in tal senso già nella lex specialis di gara. Una sorta di espressa autorizzazione preventiva ai sensi e per gli effetti dell’art. 76 del d.lgs. 163/2006 che consente alla Stazione appaltante di predeterminare i limiti entro i quali la proposta del concorrente possa considerarsi e, di conseguenza, ammettersi quale variante progettuale in sede di offerta.
Se vuoi leggere il testo della sentenza clicca qui
Avv. Annacatia Zammarano
 
Torna indietro