I SINDACI NON RISPONDONO DEL DISSESTO DELLA S.P.A. CELATO DAGLI AMMINISTRATORI CON LA FATTURA FALSA.

 
Lo ha chiarito la Cassazione Civile con la sentenza n. 24362 del 29 ottobre 2013, a proposito di una vicenda in cui i componenti del consiglio di amministrazione, nonostante fossero tenuti ad adottare i provvedimenti previsti dall’art. 2447 c.c., decidevano arbitrariamente di protrarre l’attività sociale cagionando danni rilevanti alla società stessa ed ai suoi creditori.
Dopo la condanna degli amministratori e dei sindaci (questi ultimi per omissione dei necessari controlli) al risarcimento dei danni sia in primo che in secondo grado, la Suprema Corte cassava con rinvio la pronuncia di appello disponendo un nuovo esame del merito sulla scorta del fatto che erano mancati gli accertamenti idonei a verificare la sussistenza e il grado di responsabilità dei sindaci. Nella circostanza la Suprema Corte ha in particolare sottolineato che i sindaci di una spa non devono ritenersi responsabili del dissesto finanziario della società se gli amministratori hanno rappresentato loro un falso equilibrio economico mediante la registrazione di una fattura falsa e nascondendo con artifici e raggiri la verità. Sulla questione la Corte di Cassazione ha richiamato il principio generale secondo cui l’accertamento del nesso causale è indispensabile per l’affermazione della responsabilità dei sindaci in relazione ai danni subiti dalla società, essendo necessario verificare che un diverso e più diligente comportamento dei sindaci medesimi nell’esercizio dei loro compiti sarebbe stato idoneo ad evitare le disastrose conseguenze dei fatti illeciti compiuti dagli amministratori.
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Dott. Fabio Fontana
 
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