LICENZIAMENTI COLLETTIVI E CRITERI DI SCELTA: QUALCHE LUCE ALL’ORIZZONTE.

 
Si registrano alcune importanti decisioni dei tribunali nazionali sul tema particolarmente delicato ed attuale dei criteri di scelta da osservare ai fini della selezione del personale in esubero nell’ambito di una procedura di licenziamento collettivo (cfr. Tribunale di Bari, ordinanza del 16 maggio 2013, Tribunale di Padova, ordinanze del 5 giugno 2013 e del 17 luglio 2013). Sulla base di queste pronunce il criterio convenzionale stabilito nel corso della procedura – che com’è noto prevale su quelli fissati dalla legge ove le parti non abbiano previsto e disciplinato l’ipotesi di un eventuale loro concorso – può anche prevedere l’adesione o meno alla trasformazione del contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale, con la conseguenza che il lavoratore che non accetta la relativa trasformazione può essere automaticamente licenziato. Un simile criterio potrebbe ritenersi legittimo nell’ambito di un processo di revisione della organizzazione produttiva in senso lower cost, implicante cioè un uso prevalente se non esclusivo di contratti part time in luogo di quelli full time. Il principio giuridico valorizzato dalle pronunce in commento è quello della libertà di iniziativa economica declinato nel senso della libertà dell’imprenditore di gestire la propria attività senza l’ingerenza o l’interferenza di altri.
Avv. Giovanni Cinque
 
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