Il ritiro della delibera di aggiudicazione provvisoria non è una revoca

 
Interessante la pronuncia del Consiglio di Stato, sez III, 4 settembre 2013 n. 4433 in rassegna nella quale si precisa che il ritiro da parte della stazione appaltante della delibera di aggiudicazione provvisoria di un gara ad evidenza pubblica non può tecnicamente qualificarsi come un provvedimento di revoca.
La stazione appaltante, infatti, in tale ipotesi, non agisce in sede di autotutela né tanto meno adotta un provvedimento di secondo grado avente ad oggetto un provvedimento definitivo.
Al contrario, secondo il Supremo Collegio si tratta, nella specie, della mera conclusione negativa, per sopravvenuta non utilità economica del contratto ancora in corso, dell’unico procedimento ad evidenza pubblica.
L’atto di ritiro de quo in quanto non qualificabile alla stregua di un atto di revoca non necessitava, dunque, né di un raffronto tra l’interesse pubblico e quello privato qualificato né di una motivazione che desse evidenza delle ragioni di pubblico interesse.
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Avv. Annacatia Zammarano
 
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