Rapporto tra diritto di accesso all’offerta tecnica per la difesa in giudizio e tutela della riservatezza del concorrente avversario: per il TAR Lazio prevale il diritto di accesso.

 
Il TAR Lazio, con ordinanza 8375 del 20 settembre 2013, ha approfondito la problematica del rapporto tra diritto di accesso all’offerta tecnica per la difesa in giudizio e tutela della riservatezza del concorrente avversario, accordando prevalenza al primo anche qualora vengano addotte dalla controinteressata esigenze di riservatezza e di segretezza tecnico-commerciale.
I giudici hanno riconosciuto il diritto del ricorrente a conoscere l’offerta, previa assunzione di accorgimenti utili ad evitare la divulgazione di eventuali segreti tecnici o commerciali, inibendo l’estrazione di copia di quelle parti dei documenti da cui potrebbero trarsi informazioni sui dati da mantenere segreti e demandando all’Amministrazione la “selezione” di elementi dell’offerta che non possono essere trasmessi al richiedente l’accesso.
Il TAR Lazio ha ricordato che l’art. 13 del Codice degli appalti stabilisce, al comma 6, che "in relazione all'ipotesi di cui al comma 5, lettere a) e b), è comunque consentito l'accesso al concorrente che lo chieda in vista della difesa in giudizio dei propri interessi in relazione alla procedura di affidamento del contratto nell'ambito della quale viene formulata la richiesta di accesso", rilevando che la norma riafferma, anche quando sono in gioco segreti tecnici o commerciali, quella tendenziale prevalenza dell'accesso c. d. difensivo, in generale disposta dall'art. 24, co. 7, della legge n. 241/1990 sul procedimento amministrativo.
La P.A., in esecuzione della pronuncia giudiziale, sarà quindi tenuta ad indicare gli elementi dell’offerta non resi disponibili, valutando – ed attestando formalmente al ricorrente di domandare l’accesso – quali documenti non risultino in ogni caso utili ai fini della difesa in giudizio, in quanto non utilizzati dalla P.A. per la positiva valutazione dell'offerta dell'aggiudicataria controinteressata, e pertanto sottratti all’accesso.
La pronuncia, volta a perseguire l’esigenza di rendere maggiormente penetrante il sindacato sull’effettiva sussistenza di segreti tecnici e commerciali, addotti per negare l’ostensione dell’offerta ai concorrenti, si risolve in una “delega in bianco” alla P.A. nella delicata opera di individuazione (e corrispondente motivazione) della linea di confine tra accesso e riservatezza.
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Avv. Alberto Salmaso
 
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