Fornitura di energia elettrica, diffida ad adempiere e tempo necessario alla preparazione dell'adempimento.

 
Il Tribunale di Roma con la sentenza del 30 luglio 2013 ha inibito la sospensione della fornitura tenuto conto, da una parte, del tempo occorrente alla società debitrice per far fronte all’adempimento, dall’altra, del principio secondo cui l’intimazione da parte del creditore della diffida ad adempiere ex art. 1454 c.c. e l’inutile decorso del termine fissato per l’adempimento non elimina la necessità dell’accertamento giudiziale della gravità dell’inadempimento ai sensi dell’art. 1455 c.c., da effettuarsi con esclusivo riguardo alla situazione verificatasi alla scadenza del termine.
Il Tribunale nel condividere l’orientamento della giurisprudenza di legittimità in base al quale deve negarsi l’annullamento del contratto per errore sopravvenuto alla sua conclusione e riguardante l’entità della prestazione pretesa dal creditore e nell’escludere che l’errore di fatturazione della società elettrica possa aver causato l’invalidità del contratto con la conseguente applicazione del principio di arricchimento senza causa, ha ritenuto che il menzionato errore non libera la debitrice dall’obbligazione nonostante sussista un inadempimento contrattuale della società di fornitura.
Nel caso di specie, tuttavia, la progressiva estinzione del debito andava pianificata concordemente tra le due società in quanto la richiesta di pagamento della creditrice in un’unica soluzione di una somma accumulata nel tempo per errori di fatturazione durati un decennio costituisce violazione dell’art. 1454 c.c. per aver assegnato alla società debitrice un termine di adempimento non congruo.
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Avv. Stefania Piacentini
 
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