Commissione di gara composta da un numero dispari di membri. il consiglio di stato ci ripensa: non e’ principio generale.

 
Il Consiglio di Stato torna a pronunciarsi sulla commissione di gara di cui all’art. 84 d.lgs. 163/2006 ed in particolare sulla composizione numerica dei membri.
Sembrava ormai essersi consolidato l’orientamento giurisprudenziale secondo cui le commissioni giudicatrici devono essere necessariamente composte da un numero dispari di membri allo scopo di salvaguardare il corretto funzionamento del criterio maggioritario. La prescrizione assurgeva a principio generale sino alla sentenza n. 3730 dell’11 luglio 2013, con la quale i Giudici di Palazzo Spada hanno affermato, attraverso un suggestivo paragone con altre tipologie di collegi, che “la previsione del numero dispari di cui all’art. 84, co. 2 non è espressione di un principio generale, immanente nell’ordinamento, tale da determinare l’illegittimità della costituzione di un collegio avente un numero pari di componenti. Sono infatti note le numerose ipotesi di collegi, sia giurisdizionali che amministrativi, che operano (o che occasionalmente possono operare) in composizione paritaria, come, per fare solamente alcuni esempi, le Corti di assise nel giudizio penale che sono costituite da un numero pari di componenti; mentre la Corte costituzionale e le sezioni consultive di questo Consiglio di Stato, in caso di non infrequente assenza di taluno dei loro componenti, possono decidere anche in composizione paritaria. Senza contare i consigli e le giunte degli enti locali e delle regioni, e la generalità degli organi collegiali amministrativi.”
Altre sentenze, in passato, prendendo le mosse dalla premessa secondo cui la composizione numerica della commissione costituisce un principio generale ammettevano alcuni correttivi. Diversamente, con la sentenza in parola è proprio la premessa che viene messa in discussione.
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Avv. Annacatia Zammarano
 
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