Domanda di ammissione al passivo presentata dallo studio professionale e presunzione di esclusione della personalità del rapporto professionale.

 
La proposizione della domanda d'ammissione allo stato passivo da parte dello studio professionale determina, secondo un consolidato orientamento, una mera presunzione d'esclusione della personalità del rapporto professionale. Quest’ultima resta tuttavia superata e vinta in presenza di documentazione che consenta d'individuare i compensi riferiti alle prestazioni direttamente e personalmente svolte dal singolo associato allo studio. E’ quanto statuito dalla Cassazione con la sentenza n. 17207 dell’11 luglio u.s. secondo la quale non si preclude, in tale fattispecie, il riconoscimento della prelazione a quel singolo personale credito vista la stretta correlazione posta dal disposto dell'art. 2751 bis, n. 2 c.c. tra il privilegio e la causa del credito che consente di valorizzare l'interesse specifico perseguito dal creditore.
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Avv. Stefania Piacentini
 
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