Pubblica amministrazione: il ritardo finalmente si paga.

 
Il decreto legge 21 giugno 2013 n. 69, c.d. “decreto del fare” - intervenendo su molteplici fronti nell’ottica di stimolare la ripresa economica e sociale del Paese – introduce all’art. 28, tra le misure per la semplificazione amministrativa, la previsione di un indennizzo a favore delle imprese per il mero ritardo nella conclusione del procedimento amministrativo avente ad oggetto l’avvio e l’esercizio dell’attività di impresa.
Nella specie il riconoscimento monetario è previsto nella misura di € 30,00 per ogni giorno di ritardo rispetto alla scadenza del termine in cui si sarebbe dovuto concludere il procedimento avviato ad istanza di parte e, in ogni caso, non potrà superare la somma di 2.000,00 euro.
E’ onere dell’avente diritto stimolare, a pena di decadenza, entro il termine di sette giorni da quello conclusivo del procedimento, l’individuazione del responsabile del potere sostitutivo il quale dovrà attivarsi per l’adozione del provvedimento e l’erogazione dell’indennizzo dovuto.
In caso di ulteriore inadempimento da parte della PA l’istante potrà avanzare la richiesta di indennizzo in sede giudiziaria.
Si segnala però che ove il ricorso venga dichiarato inammissibile o rigettato oppure la domanda di avvio del procedimento sia ritenuta manifestamente infondata, il ricorrente è condannato a corrispondere una somma da due a quattro volte il contributo unificato (che in tali ipotesi è comunque di importo dimezzato).
Tale innovativo beneficio a favore del privato leso dall’operato della PA viene al momento riconosciuto in via sperimentale solo agli imprenditori. Successivamente, dopo una fase di monitoraggio, il Legislatore valuterà se estendere, ridurre o modificare l’ambito applicativo di tale prescrizione.
Se vuoi leggere l’art. 28 del decreto clicca qui
Avv. Annacatia Zammarano
 
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