Riparto di giurisdizione in caso di revoca di contributo pubblico: la sez. VI^ del consiglio di stato rimette la questione all’adunanza plenaria.

 
Con ordinanza 28 gennaio 2013, n. 517, la VI^ Sezione del Consiglio di Stato ha rimesso all’Adunanza Plenaria la questione dell’individuazione del criterio di riparto tra giudice ordinario e giudice amministrativo, nell’ipotesi in cui l’ente pubblico revochi un contributo pubblico già precedentemente riconosciuto al beneficiario.
L’orientamento della giurisprudenza in materia ricollegava tradizionalmente la giurisdizione amministrativa ai casi in cui la controversia insorgeva in una fase procedimentale precedente al provvedimento attributivo del beneficio, o alle ipotesi in cui, a seguito della concessione del beneficio, il provvedimento veniva annullato o revocato per vizi di legittimità o per contrasto iniziale con il pubblico interesse.
Per converso il giudice civile veniva ritenuto competente nei casi in cui il beneficiario, successivamente all’erogazione, si era reso inadempiente agli obblighi imposti dalla P.A. per la concessione del contributo.
I giudici della VI Sezione hanno evidenziato gli argomenti in base ai quali poter ritenere che tale materia rientri integralmente nella giurisdizione del giudice amministrativo, sottoponendoli alla valutazione e condivisione dell’Adunanza Plenaria al fine di delimitare con esattezza i confini tra le due giurisdizioni.
In particolare l’ordinanza di rimessione fa riferimento a:
- la natura autoritativa del potere esercitato dall’ente e l’incidenza su posizioni di interesse legittimo;
- l’esercizio di un pubblico potere quantomeno “in via mediata”, con conseguente possibilità di inquadrare la fattispecie nella previsione dell’art. 7 del codice del processo amministrativo, che attrae alla cognizione del giudice amministrativo le controversie riguardanti provvedimenti, atti riconducibili “anche mediatamente” all’esercizio del potere pubblico;
- l’inquadrabilità della fattispecie anche nella previsione dell’art. 12 della legge n. 241 del 1990, relativa alla “concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari e l'attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere a persone ed enti pubblici e privati”, con conseguente devoluzione della questione alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo
- l’esigenza di assicurare la concentrazione delle tutele avanti a un’unica autorità giudiziaria, anche nell’ottica di consentire una tutela più agevole all’interessato.
Resta solo da aggiungere che le argomentazioni della sezione rimettente appaiono condivisibili ed è auspicabile che l’Adunanza Plenaria faccia chiarezza in un ambito da sempre caratterizzato da incertezze giurisprudenziali.
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Avv. Alberto Salmaso
 
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