Appalto illecito di mano d’opera: novità importanti dalla Cassazione.

 
Quando il soggetto appaltante sia un’impresa costituita in forma di società, le sole attività negoziali o materiali rilevanti sono quelle compiute dagli organi deputati a formare ed estrinsecare la volontà della società nonché a rendere imputabile alla medesima le attività compiute. E’ quanto ha stabilito Cass. 11 aprile 2013 n. 8863 a proposito di un appalto per la gestione del servizio di pulizia in relazione al quale alcuni funzionari della stazione appaltante (un istituto di credito) avevano adibito un dipendente dell’appaltatore a svolgere funzioni di archivio evidentemente estranee all’oggetto del contratto di appalto. Con questa interessante decisione la Suprema Corte ha escluso che il comportamento tenuto dai funzionari dell’istituto di credito fosse equibarabile ad una concreta e vincolante manifestazione di volontà da parte dell’istituto medesimo. In questa ottica, anche ai fini dell’accertamento della genuinità dell’appalto, contano esclusivamente le attività compiute da quei soggetti che hanno il potere di rappresentare la volontà della stazione appaltante.
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Avv. Giovanni Cinque
 
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