Locazione ad uso non abitativo e pignoramento dell’immobile.

 
Cassazione, sez. un., 16 maggio 2013, n. 11830.
In tema di locazione di immobili urbani adibiti ad uso non abitativo disciplinata dalla legge sull’equo canone, la rinnovazione tacita del contratto alla prima scadenza contrattuale a causa del mancato esercizio da parte del locatore della facoltà di diniego, costituisce un effetto automatico che scaturisce direttamente dalla legge e non da una manifestazione di volontà negoziale.
Ne consegue che qualora l’immobile venga pignorato e il locatore successivamente fallisca, la stessa rinnovazione non necessita dell'autorizzazione del giudice dell'esecuzione prevista dal secondo comma dell’art. 560 c.p.c.
Questo il principio di diritto sancito dalle Sezioni Unite della Suprema Corte, posto che la legge sull’equo canone costituisce una normativa autonoma e consente un’integrazione con le disposizioni del codice civile in materia di locazione soltanto quando la fattispecie non sia specificatamente disciplinata.
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Avv. Stefania Piacentini
 
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