Concessione di servizi: l’Adunanza Plenaria del Collegio di Stato si pronuncia sui criteri di nomina e composizione delle Commissioni.

 
L’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, con la sentenza n. 13 del 7 maggio 2013, ha stabilito che alle procedure per l’affidamento di concessioni di servizi si applicano le norme di cui all’art. 84, commi 4 e 10 del Codice degli appalti relative alla commissione giudicatrice nel caso di aggiudicazione con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. L’art. 84 comma 4 prevede in particolare che i commissari diversi dal Presidente non debbano aver svolto né possano svolgere nessun’altra funzione o incarico tecnico o amministrativo con riferimento al contratto del cui affidamento si tratta. L’art. 84 comma 10 specifica altresì che la nomina dei commissari e la costituzione della commissione debbano avvenire dopo la scadenza del termine fissato per la presentazione delle offerte.
Trattasi di regole la cui applicabilità alle procedure per l’affidamento di concessioni di servizi era messa in dubbio da una parte della giurisprudenza in ragione della differenza tra le concessioni di servizi e gli appalti pubblici.
Con la sentenza in nota il Consiglio di Stato ha risolto ogni contrasto ribadendo innanzitutto i caratteri distintivi della concessione di servizi da individuarsi: a) nella modalità di remunerazione del soggetto affidatario e nell’attribuzione in capo al soggetto stesso del rischio economico connesso alla gestione economico-funzionale dell’opera o del servizio; b) nella differente struttura del rapporto, che nell’appalto di servizi intercorre tra due soggetti (la prestazione è a favore dell’amministrazione), mentre nella concessione di servizi pubblici intercorre tra tre soggetti nel senso che la prestazione è diretta al pubblico o agli utenti.
L’Adunanza Plenaria ha quindi rilevato che le norme sopra indicate concernenti i “tempi” della formazione e la “regolare composizione” della Commissione di gara, in quanto volte a prevenire possibili alterazioni del giudizio della commissione in sede di valutazione delle offerte pervenute, siano un predicato dei principi di trasparenza e di imparzialità che informano l’intera disciplina delle procedure ad evidenza pubblica. Le predette disposizioni devono pertanto ritenersi espressione di principi generali del Codice, pienamente riferibili ed applicabili anche al procedimento per l’individuazione del soggetto contraente in una concessione di servizi.
Da ultimo i Giudici hanno posto l’accento sulla gravità del vizio di inosservanza delle regole suesposte, suscettibile di tradursi nella radicale illegittimità della procedura con obbligo di rinnovazione integrale da parte della stazione appaltante.
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Avv. Alberto Salmaso
 
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