D. LGS. N. 39-2013: “DISPOSIZIONI IN MATERIA DI INCONFERIBILITA' E INCOMPATIBILITA' DI INCARICHI PRESSO LE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI E PRESSO GLI ENTI PRIVATI IN CONTROLLO PUBBLICO”. NUOVE REGOLE PER MAGGIORE TRASPARENZA ED IMPARZIALITA’.

 
Con il D.Lgs. n. 39 dell’8.4.2013, pubblicato nella G.U. n. 92 del 19.4.2013, è entrato in vigore un nuovo sistema di regole e di verifiche per garantire la rispondenza del conferimento di cariche pubbliche ai principi di imparzialità e di trasparenza.
In particolare l’art. 4 del citato decreto prevede l’inconferibilità di incarichi nelle amministrazioni statali per coloro che nei due anni precedenti abbiano ricoperto cariche in enti di diritto privato o finanziati dall’amministrazione o dall’ente pubblico che conferisce l’incarico, ovvero abbiano svolto in proprio attività professionali regolate, finanziate o comunque retribuite dall’amministrazione o ente che conferisce l’incarico.
La normativa dispone poi, all’art. 9, che “gli incarichi amministrativi di vertice e gli incarichi dirigenziali, comunque denominati, nelle pubbliche amministrazioni, che comportano poteri di vigilanza o controllo sulle attività svolte dagli enti di diritto privato regolati o finanziati dall'amministrazione che conferisce l'incarico, sono incompatibili con l'assunzione e il mantenimento, nel corso dell'incarico, di incarichi e cariche in enti di diritto privato regolati o finanziati dall'amministrazione o ente pubblico che conferisce l'incarico. Gli incarichi amministrativi di vertice e gli incarichi dirigenziali, comunque denominati, nelle pubbliche amministrazioni, gli incarichi di amministratore negli enti pubblici e di presidente e amministratore delegato negli enti di diritto privato in controllo pubblico sono incompatibili con lo svolgimento in proprio, da parte del soggetto incaricato, di un'attività professionale, se questa e' regolata, finanziata o comunque retribuita dall'amministrazione o ente che conferisce l'incarico”.
Altre ipotesi di incompatibilità sono delineate dalla normativa con particolare attenzione al rapporto tra enti pubblici ed enti di diritto privato comunque controllati dai primi.
Il rispetto di queste previsioni è rimesso al responsabile del piano anticorruzione, da predisporre e trasmettere all’Autorità nazionale anticorruzione, all’AGCM e alla Corte dei Conti per l’accertamento di eventuali responsabilità amministrative.
Gli incarichi conferiti in violazione delle disposizioni del decreto de quo sono nulli e i componenti degli organi che abbiano concorso al conferimento sono responsabili per le conseguenze economiche degli atti adottati.
A carico del beneficiario dell’incarico viene posto l’obbligo di presentare una dichiarazione in cui risulti che non vi sono ragioni di incompatibilità o inconferibilità ai sensi della normativa in commento. Le dichiarazioni devono essere rinnovate annualmente con riferimento all’insussistenza di cause di incompatibilità e costituiscono conditio sine qua non ai fini dell’efficacia dell’incarico stesso. Esse inoltre vanno pubblicate sul sito internet dell’ente che conferisce l’incarico.
Il legislatore impone quindi agli amministratori pubblici un “giro di vite”, con una disciplina ad hoc la cui effettività potrà e dovrà essere valutata soltanto all’esito della fase di prima applicazione.
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Avv. Alberto Salmaso
 
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