Licenziamento per giustificato motivo oggettivo e soppressione del posto di lavoro: obbligo di preventiva informazione a carico dell’impresa.

 
E’ quanto ha stabilito Cass. 3 gennaio 2013, n. 6, secondo cui il datore di lavoro che intenda sopprimere il posto di lavoro e licenziare così il dipendente che lo occupa, è tenuto ad informarlo con congruo anticipo in esecuzione del dovere di correttezza e buona fede. Tale pronuncia si distingue per mettere a carico delle aziende che intendano od abbiano necessità di intervenire sulla loro dimensione produttiva attraverso la soppressione di uno o più posti di lavoro, l’obbligo, distinto dal preavviso, di informazione preventiva dei lavoratori interessati, che si somma all’ormai noto obbligo di repechage anch’esso di creazione giurisprudenziale. Come dire che esistono a carico del datore di lavoro – stretto tra Scilla e Cariddi – due obblighi in tema di esercizio del potere di recesso per motivi oggettivi: l’uno a monte, relativo all’obbligo d’informare con largo anticipo il dipendente che si accinge a perdere il posto di lavoro per giustificato motivo oggettivo; l’altro a valle, concernente l’obbligo di reperire altra occupazione in mansioni equivalenti nell’ambito aziendale.
Se vuoi leggere il testo della sentenza con il commento integrale a firma di Giovanni Cinque e Fulvio Bianchi d’Urso, clicca qui
 
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