Licenziamenti e cessione d’azienda: un caso particolare.

 
Una società cede in gestione la propria azienda senza alcun dipendente. Il cessionario, che nel frattempo ha assunto del personale, si rende gravemente inadempiente al pagamento del corrispettivo pattuito per l’affitto. La società proprietaria, a questo punto, chiede ed ottiene il sequestro giudiziario dell’azienda al netto dell’onere rappresentato dai dipendenti medio tempore assunti. Uno di essi conviene in giudizio la società titolare dell’azienda assumendo di essere stato licenziato oralmente da quest’ultima, con la conseguenza che il rapporto di lavoro non si sarebbe interrotto per effetto delle diverse vicende circolatorie dell’azienda e si sarebbe trasferito in capo alla convenuta. La Corte di Cassazione, con la sentenza 18 gennaio 2013 n. 1220, pur confermando che il meccanismo previsto dall’art. 2112 c.c. opera solo ed esclusivamente nel caso di effettiva vigenza di un rapporto di lavoro, ha tuttavia ribadito il principio che il licenziamento orale è assolutamente privo di effetti, “con la conseguente persistenza del rapporto di lavoro”, anche al momento della conclusione (naturale o provocata) dell’affitto d’azienda.
Avv. Giovanni Cinque
 
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