Recesso dal contratto di locazioni senza spiegazioni.

 
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 549/2012, torna ad occuparsi delle modalità del recesso dal contratto di locazione.
La terza sezione civile della Cassazione nel respingere il ricorso di una società affittuaria di un immobile commerciale, ha fatto chiarezza sui contenuti che deve avere la comunicazione del recesso.
La raccomandata da inviare al proprietario non deve contenere anche la spiegazione delle ragioni di fatto o economiche su cui tale motivo è fondato, né la prova di tali affermazioni, essendo sufficiente la comunicazione che esiste quel determinato «grave motivo» e che questo osta irrimediabilmente alla prosecuzione della locazione. Ad avviso della Corte, deve trattarsi di un recesso "titolato" con la conseguenza che la specificazione dei motivi risponde alla finalità di consentire al locatore una precisa e tempestiva contestazione degli stessi e della loro idoneità a legittimare il recesso.
I gravi motivi, inoltre, devono essere determinati da fatti estranei alla volontà del conduttore, imprevedibili e sopravvenuti alla costituzione del rapporto ed essere tali da rendergli particolarmente gravosa, anche solo per ragioni economiche, la prosecuzione del contratto. Ciò non significa tuttavia, ha sottolineato il collegio, che nell'indicare il motivo il conduttore abbia anche l'onere di spiegare le ragioni di fatto, di diritto o economiche su cui tale motivo è fondato, né di darne la prova, perché queste attività devono essere svolte solo in caso di contestazione da parte del locatore.
In tal senso, nel caso di una società, è valida una comunicazione nella quale si spiega che un andamento della congiuntura economica, favorevole o sfavorevole all'attività di impresa, sopravvenuto e oggettivamente imprevedibile quando fu stipulato il contratto, obbliga ad ampliare o ridurre la struttura aziendale in misura tale da rendergli particolarmente gravosa la persistenza del rapporto locativo in quell'immobile.
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Dott.ssa Stefania Vitiello
 
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