Contratti pubblici in forma elettronica: i chiarimenti dell’AVCP.

 
Dopo le modifiche dell’art. 11, comma 13, del d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163 ad opera dell’art. 6, comma 3, del d.l. 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con modificazioni dalla l. 17 dicembre 2012, n. 221 (cd. decreto sviluppo bis) è previsto che, dal 1° gennaio 2013, i contratti pubblici siano stipulati «a pena di nullità, con atto pubblico notarile informatico, ovvero, in modalità elettronica secondo le norme vigenti per ciascuna stazione appaltante, in forma pubblica amministrativa a cura dell'Ufficiale rogante dell'amministrazione aggiudicatrice o mediante scrittura privata».
Se chiara è la ratio di tale disposizione normativa volta, nell’ottica di informatizzazione generale della pubblica amministrazione, ad estendere l’utilizzo delle modalità elettroniche anche per la stipulazione di contratti pubblici, non altrettanto agevole appare la concreta applicazione delle nuove disposizioni.
Tant’è che le incertezze e i dubbi interpretativi degli operatori e delle stazioni appaltanti hanno indotto l’AVCP – “in attesa di un pur auspicabile chiarimento normativo”- a fornire prime indicazioni operative nella determinazione n. 1 del 13 febbraio 2013.
Quanto all’ambito di applicazione - chiarisce l’AVCP - soggiacciono alle disposizioni in rassegna tutti i contratti aventi per oggetto l'esecuzione di lavori, la fornitura di prodotti e la prestazione di servizi di cui all’art. 3 del d.lgs. 163/2006 con esclusione dei contratti che sono sottratti all'applicazione del d.lgs. 163/2006, quali ad esempio, i contratti di compravendita o di locazione immobiliare stipulati dalle pubbliche amministrazioni.
A proposito delle modalità di stipula dei contratti pubblici, sono tre al momento le modalità consentite dalla legge:
1) atto pubblico notarile informatico ai sensi della legge sull’ordinamento del notariato e degli archivi notarili (l. 16 febbraio 1913, n. 89 e s.m.i.;
2) forma pubblica amministrativa con modalità elettronica secondo le norme vigenti per ciascuna stazione appaltante, a cura dell’Ufficiale rogante dell’amministrazione aggiudicatrice;
3) scrittura privata, per la quale resta ammissibile la forma cartacea ed altre equipollenti ammesse dall’ordinamento.
Resta, dunque, ancora consentita, nell’ipotesi di scrittura privata, il formato cartaceo.
In punto di adempimenti si precisa altresì che gli operatori privati non sono tenuti a richiedere la firma digitale, essendo sufficiente una semplice acquisizione digitale della sottoscrizione autografa, con attestazione sull'autenticità della firma da parte di un pubblico ufficiale.
Se vuoi leggere il testo integrale della determinazione, clicca qui.
Avv. Annacatia Zammarano
 
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