Rifiuto del lavoratore di ricevere una comunicazione aziendale: legittimo il licenziamento.

 
Così una recente pronuncia del Tribunale di Roma (n. 16456 del 5 novembre 2012) depositata al termine di una vicenda relativa all’immotivato rifiuto opposto da un lavoratore di firmare per ricevuta l’atto di licenziamento, il cui testo gli era stato comunque letto integralmente da un addetto dell’ufficio del personale alla presenza di due testimoni. Il rifiuto di ricevere personalmente (“a mani”, come suol dirsi) la corrispondenza aziendale è un atteggiamento assai diffuso, soprattutto quando si tratta della trasmissione di lettere di licenziamento, di trasferimento oppure di contestazione disciplinare.
Il tribunale di Roma, sulla scia di alcune sentenze della Corte di cassazione (vds., ad es., Cass. 15 aprile 20089 n. 8938), ha ribadito il principio secondo cui tale immotivato rifiuto possa legittimare anche il licenziamento, ivi incluso quello per giusta causa, allorquando il diniego del dipendente sia accompagnato da atteggiamenti ostili nei confronti del nuncius.

Avv. Giovanni Cinque
 
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