Gare obbligatorie anche per le consulenze tra enti pubblici.

 
La Corte di giustizia dell’Unione Europea con la sentenza 19.12.2012 (causa C 159/11), nel ribadire il principio della priorità della gara anche nel caso dei contratti di cooperazione tra Enti pubblici, ha dichiarato l’illegittimità degli accordi di collaborazione stipulati fra amministrazioni e università, con i quali si intendeva affidare in via diretta e senza gara degli incarichi per servizi di ingegneria e di consulenza.
Nella fattispecie, si trattava dell’affidamento sopra soglia comunitaria di una consulenza (studio e valutazione della vulnerabilità sismica di strutture ospedaliere) disposto dalla Asl Lecce a favore dell'università del Salento. Dopo la sentenza di primo grado del Tar Puglia, che aveva dichiarato illegittimo l'affidamento diretto dell'incarico all'Università per violazione delle norme che disciplinano le procedure di evidenza pubblica, il Consiglio di Stato aveva rimesso, in via pregiudiziale, alla Corte di Giustizia la questione sulla legittimità degli accordi ex art.15, 241/1990, al fine di escludere l’applicazione del Codice dei contratti pubblici. Secondo i Giudici europei gli accordi previsti e disciplinati dalla legge 241/90, non possono eludere l'obbligo di affidare a terzi, tramite gara ad evidenza pubblica dei contratti a titolo oneroso. Essi sono legittimi soltanto se prevedono una effettiva cooperazione fra i due enti, con esclusione di ogni compenso (pure in termini di rimborso spese).
Nel caso di specie trattandosi peraltro di servizi di ricerca e sviluppo ovvero di servizi contemplati dalla direttiva 2004/18, la gara s’impone in ossequio ai principi di libera concorrenza anche nei rapporti tra più Amministrazioni, ritenendosi assolutamente irrilevante al fine di sostenere l’esclusione delle regole dell’evidenza pubblica, la natura dell’operatore, la mancanza di un preminente scopo di lucro, o di una struttura imprenditoriale, o di una presenza continua sul mercato.
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